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Non avere paura del mio silenzio
Non ti voglio mai rinchiudere
In una gabbia di parole
Ma incontrarti ogni volta come per caso
E fare un pò di strada insieme
Per condividere un sorso di vita
Con chi ha la borraccia più piena
E magari sederci sotto un albero
Ai bordi di quella che chiamano realtà
Sul nostro cammino verso l’Infinito.
Nicholas Bawtree
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L’ombra della mia anima
L’ombra della mia anima
fugge in un tramonto di alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.L’ombra della mia anima!
Sono giunto alla linea dove ha termine
la nostalgia,
e la goccia di pianto si muta
in alabastro di spirito.Il nodo del dolore
si scioglie,
ma resta la ragione e la sostanza
del mio vecchio mezzogiorno di labbra
del mio vecchio mezzogiorno
di sguardi.Un labirinto oscuro
di stelle affumicate
confonde il mio sogno
che è come illanguidito.L’ombra della mia anima!
E un’allucinazione
dispone gli sguardi.
Vedo dissolversi
la parola amore.Usignolo mio!
Usignolo!
Ancora canti?Federico Garcia Lorca
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Andare per le vie tristemente
tormentato in continuo dal terrore
di vedermi svanire sotto gli occhi
le creazioni a lungo vagheggiate:
sentire indebolirsi dentro all’anima
l’ardore, la speranza tutto… tutto…
E restare così senz’un amore,
una grandezza, piccolo, volgare,
dannato alla tristezza quotidiana
e al pensiero incessante che infiniti
uomini han già sofferto quel ch’io soffro
ora e son morti oscuri, senza sorgere
a una luce di gloria, disperati.
Nel mio dolore nulla m’è lasciato,
neppur l’orgoglio di sentirmi il solo!.
Cesare Pavese[14 novembre 1925]
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Ti assilla un seno di vergine,
poeta nero,
poeta inacidito, mentre la vita bolle
e la città arde,
e il cielo si riassorbe in pioggia,
e la tua penna graffia al cuore della vita.
Foresta, foresta brulicante d’occhi
sui pinoli disseminati;
chiome di bufera, i poeti
inforcano cavalli e cani.
Gli occhi si infuriano, le lingue girano
il cielo fluisce nelle narici
come un latte nutriente e azzurro;
io sono appeso alle vostre bocche
donne, aspri cuori di aceto
Antonin Artaud -
La rivale
Se sorridesse, la luna somiglierebbe a te.
Tu fai lo stesso effetto:
Di un qualcosa di bello ma che annichilisce.
Tutti e due siete dei grandi scroccatori.
La sua bocca a O si accora sul mondo; la tuaNon fa una piega, tu pietrifichi ogni cosa.
Guardo, c’è un mausoleo; eccoti qui che picchietti
Il marmo del tavolino, cerchi le sigarette,
Sprezzante come una donna, ma non così nervoso,
e muori dalla voglia di dire impertinenze.Anche la luna i suoi sudditi umilia,
Ma di giorno è ridicola.
I tuoi malumori, d’altra parte,
Arrivano per posta amorosamente regolari,
Bianchi e vani, espansivi come il gas.Non c’è un giorno al riparo da notizie di te,
Magari a spasso in Africa, ma pensando a me.Sylvia Plath
(da Ariel, 1965)
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Postato su Giugno 10, 2013 via peach, plum, pear with 2568 note
Fonte: becausemybloodcansing
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Notturno
La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.
La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi più puro.
Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.Cesare Pavese
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L’aspetto più sorprendente della relazionalità, è dato dal fatto che possiamo vivere alcuni aspetti del nostro mondo interno con una certa persona, ed altri aspetti con una persona diversa. E’ il nostro assetto psicologico che ci impone di ricercare il nutrimento da più fonti, ma in genere la società non perdona questo tipo di scelte. Il collettivo giudica molto male coloro i quali, nello stesso momento, traggono il proprio nutrimento psicologico da più persone. […] Persefone non è simbolo di indipendenza nè di forza - come invece Afrodite - ma essa rappresenta la possibilità di crescere e trasformarsi. Però, diversamente da Afrodite che non aveva alcun bisogno di un compagno per sentirsi viva, Persefone non può emergere dal suo bozzolo, esprimersi e conqjuistare la consapevolezza, se non grazie all’intervento dell’elemento maschile.
Secondo la versione maggiormente diffusa, Persefone - la dea degli inferi - era figlia di Zeus e Demetra. Le notizie più interessanti su Persefone le ritroviamo nel celebre “Inno a Demetra” ove il tema portante della vicenda appare essere quello del rapimento di Persefone da parte di Ade, fratello di Zeus. […] Il celebre mito di Demetra e Persefone si è poi trasformato nel principio primo dei Misteri Eleusini, ossia dei più importanti rituali religiosi diffusi nell’antica Grecia.[…]
Nel momento in cui Ade distrugge la sua ingenuità e tutte le sue illusioni, Persefone cessa di essere una fanciulla spensierata e diventa donna. Diventare uomini o donne non è semplicemente il risultato di un processo biologico, ma di una trasformazione psicologica. La vera trasformazione psicologica si realizza solo nel momento in cui noi ci confrontiamo con altre realtà e viviamo esperienze psicologiche sempre differenti. Se non accettiamo di aprirci a questo tipo di esperienze, noi ci rifiutiamo di vivere. Per quanto il discorso possa apparire semplice, in realtà è molto diverso, nel senso che “vivere” non è mai facile, implica dei rischi, incute timore. Tuttavia non dovremmo mai dimenticare che occorre accettare questo tipo di rischio, trovare il coraggio di affrontare la vita. Ma poichè nulla può esserci regalato e ogni grande meta implica sempre un prezzo elevato da pagare, occorre accettare il prima possiblle l’idea che anche la nostra trasformazione psicologica richiede un grosso impegno. […] Lo sviluppo psicologico dunque, dovrebbe essere letto come il risultato di una lunga ed estenuante lotta contro le difficoltà del vivere e la deleteria tendenza a trarci indietro dinanzi a esse. Una buona “performance” psicologica è raggiungibile solo attraverso la dimensione delle esperienze.Aldo Carotenuto - “L’anima delle donne” -
Quando brevi ma intensi momenti di gioia riempiono la nostra vita, dovremmo cercare di serbare dentro di noi la nostra felicità, senza farne sfoggio in giro e cercando di goderne fin quando sarà possibile. La ruota dalla vita gira sempre e non vi è condizione - sia essa di felicità o disperazione - che possa durare in eterno.
Aldo Carotenuto - “L’anima delle donne” -
(via dropdead61)
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