Agosto 2012
Asilo
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d’offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
Fernando Pessoa
La quotidiana solitudine è l’unico mezzo che noi abbiamo di partecipare alla...
– Natalia Ginzburg da “Lessico famigliare”
I miei amori cominciano nei tempi futuri. I miei amori non sono mai esistiti, perché loro non ne sapevano niente. Oppure non sapevo niente io, e ci siamo amati in silenzio e in tempi diversi. Alda Merini
Nella società, così come noi l’abbiamo costruita, non v’è posto per me, nè vi...
– Oscar Wilde [De Profundis]
Una parola d’amore ci resta sempre chiusa in bocca, non detta, è come un...
– Ghiannis Ritsos
Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere.
Poi legge un...
– Anais Nin da I diari
Ogni volta che ti lascio, trattengo negli occhi lo Splendore del tuo ultimo sguardo. E allora Corro a rinchiudermi, spengo le luci, evito ogni Rumore perché nulla mi rubi un solo atomo della Sostanza eterea del tuo sguardo, la sua infinita dolcezza, La sua limpida timidezza, la sua fine estasi. Tutta la notte, con la punta rosata delle dita, Accarezzo gli occhi che ti hanno guardato.
...
L'incontro
Sei stata tu, forse il nostro disordine, forse le dita libere, il loro movimento ansioso che interroga, che chiede alle mani e percorre le linee dell’ultimo desiderio quando ti svegli, o forse sono stato io, con la lingua sull’orlo della notte. Cammini di piacere quando albeggi e due corpi si parlano e raccontano la loro fortuna e incrociano la passione come uno solo. Il resto della...
Ma quando stiamo seduti vicini, insieme, parlando ci fondiamo uno nell’altra....
– Virginia Woolf
Fosse ciascun amante assorto solo nel proprio amore, dolcemente incurante dei...
– Cristina Campo, Gli imperdonabili
La schiava migliore non ha bisogno d’esser picchiata. Si picchia da sè. Non con una frusta di cuoio, o con bastoni e verghe, non con un randello o con un manganello, ma con la frusta fine della sua stessa lingua e il battere sottile della sua mente contro la sua mente. Chi può infatti nutrire per lei metà dell’odio che nutre essa stessa? e chi può eguagliare la finezza degli insulti...